Una doppia sfida

Una doppia sfida
10/05/2013 0

Da cuoco, assemblatore di materie prime, è passato a produrle. Lo spremitore di olive Gianfranco Tuoro si racconta a Olio Officina Food Festival: “Sono ritornato alla terra acquistando un oliveto a due passi dagli scavi di Selinunte, in Sicilia, senza sapere un accidente di agricoltura”

Il mio passato lavorativo non ha a che fare con l’agricoltura, che ho abbracciato solo da quattro anni, ma non è neppure così distante. Da cuoco, da assemblatore di materie prime, sono passato a produrle. Ho iniziato a lavorare all’età di 15 anni, come fanno in molti, alternando l’Istituto alberghiero al lavoro. All’inizio come aiuto in cucina in un ristorante vicino casa e poi, viaggiando all’estero, come cuoco e chef di cucina.

Questo è il mio vero lavoro e continua ad essere la mia più grande passione.

Dopo l’incidente ho avuto la conferma di ciò che già sapevo… di avere cioè una bella e grande famiglia, degli amici che più che amici sono fratelli e che la strada che stavo percorrendo nella vita era quella giusta. Ne ho potuto solo prenderne atto e, in fretta, ho dovuto rielaborare tutto per ricostruire qualcosa di completamente differente.

Sono, insomma, ritornato alla terra, acquistando un oliveto a due passi dagli scavi di Selinunte, in Sicilia, senza sapere un accidente di agricoltura. Una doppia sfida.

Tuttavia, grazie agli errori e ai colpi di fortuna che accompagnano sempre i principianti, in breve tempo, ho creato una mia etichetta e sotto il nome evocativo di Sciavuru D’Aliva sto realizzando degli oli già presenti nelle guide, come quella di Slow Food e in ristoranti Michelin come Tano Passami l’olio che ha fatto dell’uso dell’olio il cardine della sua cucina.

Già dalla scorsa campagna olearia ho iniziato una collaborazione per la vendita del mio olio in Austria dove viene distribuito con il nome di Tuolio, una trasformazione del mio cognome.

E sono proprio di questi giorni le notizie che Sciavuru D’Aliva sarà presente alla rassegna degli oli monovarietali in programma all’Abbadia di Fiastra (Macerata). Tra qualche mese, proporrò una linea di cosmetici che ha come ingrediente il mio olio. Inoltre, mi sto muovendo per distribuire anche in Danimarca.

Credo che quella che verrà sia la campagna olearia più importante, in cui si deciderà o meno se si debba optare per un allargamento dell’azienda, cosa che, visto i chiari di luna, è un passo che mi rende felicemente ansioso.

Gianfranco Tuoro