Nell’intingolo, cerchiamo i luoghi

Nell’intingolo, cerchiamo i luoghi
06/05/2013 0

Le riflessioni del grande padre della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, con un omaggio al suo ex allievo Paolo Lopriore: “È in gamba e il suo talento è quel tipo di talento artistico che non puoi sospendere o allungare”

Forse, tolti di mezzo gli anni, se si radesse i baffi e il pizzo, potremmo anche assomigliarci fisicamente.

Ma sarebbe troppo. Io a Paolo Lopriore gli voglio bene, lo stimo, anzi lo stimo tanto da volergli bene.

È in gamba e il suo talento è quel tipo di talento artistico che non puoi sospendere o allungare.

Lo noti anche dalla scelta delle parole. Ha risvegliato in me l’eco di una parola “buona”, quasi dimenticata, che si usa con un filo di sarcasmo: intingolo.

Intingolo, la parte umida di un piatto, fantastico!

La pronunci e già ci tuffi un pezzo di pane dentro.

Magari come mi dice lui, riutilizzando il coccio, le pentole di coccio dove il sapore si concentra, diventa lentamente, progressivamente, quintessenza.

È nell’intingolo, caro Paolo, che noi cerchiamo i luoghi, ovunque ci capiti di andare.

Un abbraccio,

Gualtiero