Malattie cariovascolari? Con l’olio da olive si è più sicuri

Malattie cariovascolari? Con l’olio da olive si è più sicuri
13/01/2013 0

A Olio Officina Food Festival, nell’ambito della sezione approfondimenti “C’è più salute con l’olio da olive”, interverrà anche il professor Luigi Inglese – dell’Irccs, Policlinico San Donato Milanese – su un tema centrale nella società contemporanea. Non è un caso che la patologia cardiovascolare è responsabile in Italia del 40 per cento della mortalità

L’appuntamento per venerdi 25 gennaio, in sala Bramante, dalle 14.30 alle 1845. Per leggere il programma cliccate: qui. Per chi vuol saperne di più anticipiamo l’intervento del professor Luigi Inglese.

 

L’olio di oliva nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

La patologia cardiovascolare è responsabile in Italia del 40% della mortalità. Infarto del miocardio, angina pectoris, ictus, arteriopatie periferiche (claudicatio) ed aneurismi sono tutte patologie che hanno come principale causa una alterazione della parete dei vasi responsabili, mediata principalmente dalla arteriosclerosi correlabile in primis al metabolismo dei grassi alimentari.

Queste patologie erano tutte note fin dall’antichità; la loro prevalenza nella popolazione è però drammaticamente aumentata nell’ultimo secolo. Nello stesso periodo sono profondamente modificate; la sedentarietà, l’abitudine tabagica, e soprattutto la dieta.

Questa ha visto un aumento enorme dell’assunzione di proteine animali (carne e latticini), ricchi di grassi di tipo monoinsaturo che favoriscono l’accumulo del colesterolo LDL, in un quadro di eccessivo apporto calorico rispetto alle effettive necessità metaboliche.

Esaminando in particolare il metabolismo del colesterolo, vediamo come le due frazioni HDL ed LDL siano veicolate al fegato che provvede al successivo metabolismo in modo diverso: le HDL veicolate da lipoproteine ad alto peso molecolare vengono rapidamente metabolizzate, mentre le LDL veicolare da lipoproteine a basso peso molecolare determinano, se in eccesso, un pesante deposito nel lume vascolare arterioso che successivamente per una reazione infiammatoria nei loro confronti produce le cosiddette placche endovasali che restringono il lume e si possono complicare con esito nella patologia prima accennata (infarto, ictus, etc).

La correlazione tra aumento di trigliceridi e di LDL con aumentata prevalenza di malattie vascolari è certa. Il consumo di grassi saturi, abbondanti nella carne e nei formaggi, aumenta la quota di LDL mentre il consumo di mono e polinsaturi quale l’acido oleico riduce la presenza di LDL ed aumenta la quota di HDL.

La dieta, cioè ciò che quotidianamente mangiamo, diventa pertanto importante per il controllo della nostra salute. Anche se già Leonardo nel ‘400 aveva asserito che dalla qualità del cibo dipende la salute dell’uomo è stato merito del Dr. Keats, sbarcato nel Cilento con gli americani nel 1944, a constatare come quella popolazione a fronte di una dieta ricca di verdure, carboidrati ed olio di oliva manifestasse una incidenza molto inferiore rispetto ai suoi connazionali di malattie cardiovascolari.

Nacque allora il termine di dieta mediterranea che anche altre popolazione condividevano, Grecia, Jugoslavia, Italia, il tutto è stato verificato scientificamente con lo studio pubblicato nel 1970 e riconfermato successivamente da studi di cui l’ultimo pubblicato nel 2008 sull’American Journal of Nutrition.

Ma l’olio extravergine di oliva non è solo acido oleico; in esso infatti sono contenuti, miscelati, molti altri elementi NUTRACEUTICI in particolare i polifenoli che contribuiscono ad aumentare la capacità antiossidante dell’olio con favorevoli ripercussioni sul metabolismo ed esercitare un’attività antinfiammatoria (azione simile agli Omega 6, Omega 3 ed ASA).

E’ inoltre stato provato come l’olio di oliva ricco di acidi grassi monoinsaturi, unitamente a fibre sia associato ad un migliore controllo della glicemia nei pazienti affetti da diabete non insulino-dipendente.

Se consideriamo l’effetto negativo che la presenza di diabete comporta in associazione con malattie cardiovascolari, la presenza nella dieta in modo importante (due cucchiai al dì) di olio extravergine di oliva può veramente incidere in modo significativo nella riduzione dell’incidenza di gravi malattie dell’apparato cardiovascolare.

 Luigi Inglese