L’olio alimenta l’eros

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L’olio alimenta l’eros
21/12/2017 0

Tutto cambia, e nemmeno l’olio è più lo stesso. Pensavamo di avere a che fare con un prodotto chiuso nella sua immobilità, ancorato alla tradizione, e invece c’è tutto un movimento di pensiero che cerca di immaginare e dare corpo a qualcosa di diverso, pensando a un olio del futuro, aperto alle sperimentazioni.

La posta in gioco è alta. E’ possibile che un condimento/ingrediente elevato al rango di functional food, e in certi casi definito pure un nutraceutico, possa legittimamante aspirare a qualcosa di diverso, rispetto ai suoi oltre sei mila anni di storia?

Con Olio Officina Food Festival pare proprio di sì. E’ una quarta edizione che si annuncia molto insolita, il prossimo anno, in coincidenza con Expo 2015. A Milano, sempre al Palazzo delle Stelline, dal 22 al 24 gennaio il grande happening dedicato ai condimenti per il palato e per la mente, ideato e diretto da Luigi Caricato.

Dopo il successo delle precedenti edizioni, con il dichiarato obiettivo di far mutare la consueta visione dell’olio sta prendendo sempre più forza, raggiungendo un pubblico nuovo e curioso la manifestazione ideata dall’oleologo e scrittore Luigi Caricato. Così, dopo aver affrontato il tema dei nuovi linguaggi dell’olio (2012), il lato femminile dell’olio (2013) e l’anima sociale dell’olio (2014), e dopo aver teorizzato il concetto di “olio democratico” e di “olio quale bene comune condiviso”, per gennaio è la volta di un tema insolito, ma non per questo privo di legami con la storia: il lato erotico dell’olio (2015), a testimonianza di come un prodotto antico ma sempre contemporaneo vada vissuto e considerato al di là del proprio ambito, segnatamente circoscritto alla sfera alimentare, entrando così in una prospettiva più ampia, e coinvolgendo tutti i possibili linguaggi e ogni possibile interlocutore. L’olio, che sul piano strettamente gastronomico si rivela un ottimo veicolatore di sapori, allo stesso modo veicola, sotto molteplici aspetti, anche il piacere erotico. I sapori di un alimento vengono amplificati quando si ricorre all’olio, ma non soltanto l’olio da olive, quest’ultimo esercita un’azione maggiore perché ha sapori e profumi più marcati, ma qualsiasi grasso svolge tale compito. E così, anche quando utilizzato per nutrire la pelle, spalmato sul corpo, l’olio ne permette il passaggio degli umori verso l’esterno. Tali segnali, trasmessi dalla sostanze feroromoniche, facilitati dal ricorso all’olio, così come avveniva in passato, agevolano di fatto l’attrazione.

“Al grande evento Olio Officina Food Festival – ribadisce il direttore della manifestazione Luigi Caricato –  a entrare in scena in questi anni è stato tutto un mondo di figure nuove e alternative, che si sono confrontate in piena libertà elementi cardine come l’olio, l’olivo, il paesaggio, l’economia, l’arte, la letteratura, la musica, la medicina, l’architettura, l’antropologia e perfino la filosofia, creando così un forte scossone, un vero scompaginamento della realtà, senza riscontri analoghi nel passato. E’ una rivoluzione nei linguaggi, al punto tale da arrivare a rimettere in discussione l’idea stessa di olio da olive quale ciascuno di noi si è fatta, o immaginata, finora. Tale sincretismo di linguaggi e di stili, sta portando con sé un rinnovamento del settore, spingendolo a una rilettura dell’alimento olio extra vergine di oliva, riattualizzandone di conseguenza anche la sua stessa immagine e natura. Andando oltre la pura condizione di merce, nel tentativo di superare dignitosamente la perversa e poco nobile logica di prodotto commodity, l’olio da olive diventa un indicatore culturale, come lo era secoli fa, dal quale non si può in alcun modo prescindere”.

 #olioalimentaeros