Perché Io sono un albero

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Perché Io sono un albero
12/01/2018

“IO SONO UN ALBERO” è il tema portante della settima edizione di Olio Officina Festival, grande happening dedicato all’olio da olive e ai condimenti, ideato e diretto dallo scrittore e oleologo Luigi Caricato, in programma a Milano nei giorni 1, 2 e 3 febbraio 2018, presso il Palazzo delle Stelline, in corso Magenta 61 a Milano.

Quello dell’albero è un tema costantemente al centro dell’attenzione, anche perché evoca e richiama, con una certa sollecitudine, una altrettanto forte e urgente attenzione da riservare all’ambiente, alla sua tutela e cura, oltre poi al fatto che immedesimarsi in un albero viene percepito come una sorta di immersione nell’elemento naturale, cui tutti in qualche modo ci rifugiamo per trovare pace interiore e riflettere sui valori fondanti della vita.

In più, c’è da osservare che il tema dell’albero richiama nel contempo anche la scarsa presenza di olivi sul suolo italiano. Di conseguenza, non avendo olivi a sufficienza per ricavare l’olio necessario a coprire il fabbisogno interno, si avverte la necessità di valorizzare sia quanto già presente sul suolo italiano, in termini di olivi secolari, sia quanto è opportuno piantarne di nuovi, possibilmente in coltura intensiva, con una visione moderna, altamente tecnologica e più razionale. Da qui tra l’altro anche i due annulli filatelici, uno dedicato all’albero secolare, inteso quale patrimonio di un Paese che nasce proprio come il Paese dell’olivo e dell’olio, fondato sulla oleologia, e non a caso vi è proprio il ramoscello dell’olivo nello stemma della Repubblica Italiana; mentre l’altro annullo, invece, è dedicato agli olivicoltori, i protagonisti mai citati e mai onorati per il loro esemplare lavoro di custodi attivi del paesaggio, quelli che gli alberi li piantano, li coltivano con ogni cura, raccogliendo il prezioso frutto, le olive, dalle quali in frantoio, attraverso un processo di estrazione semplice, simile all’atto di una spremuta, si ricava l’olio da olive, un prezioso e sapido succo eletto giustamente al rango di functional food, oltre che di alimento nutraceutico. La sensibilità per gli alberi è fondamentale nel tenere alto il senso e il valore di una civiltà. Senza olivi non può esserci olio, ma senza gli alberi non può esserci nemmeno vita e aria da respirare. Da qui l’esigenza di una legge di qualche anno fa, con la quale si sollecitavano le città a piantare un albero per ogni nuovo nato. Ebbene, “Io sono un albero”, diventa nei giorni di Olio Officina Festival, un rito propiziatorio per augurare lunga vita al pianeta Terra, a partire da campagne coltivate a olivo. Anche i Premi Olio Officina sono destinati a chi si occupa di alberi, o perché li pianta e li coltiva, o perché li studia , li cura e ne scrive. Tra l’altro vi sarà pure uno spazio dedicato a chi, come Giuseppe Barbera, ha scritto per il Saggiatore il libro Abbracciare gli alberi, o alla filosofa e teorica dei linguaggi Rosalia Cavalieri che affronta il tema della sensorialità e del linguaggio degli alberi e in generale del mondo vegetale. E altro, molto altro ancora, ci sarà nell’ambito della settima edizione di Olio Officina Festival, per una celebrazione della civiltà degli alberi che coincide sistematicamente con la civiltà degli uomini.