Le macchine olearie: dal brevetto alla pubblicità del prodotto

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Le macchine olearie: dal brevetto alla pubblicità del prodotto
22/09/2018

Tra gli appuntamenti di Olio Officina Festival 2019, un’altra conferma importante è la presenza, molto attesa dopo il successo riscontrato nelle altre edizioni, di Antonio Monte, l’esperto di archeologia industriale tra più apprezzati al mondo. Questa volta al centro dell’attenzione le macchine rappresentano i mezzi con cui si svolgeva il processo di produzione dell’olio. Si va dal brevetto alla pubblicità del prodotto.

Sarà un intervento che si annuncia interessantissimo. Al centro dell’attenzione le numerose ditte (i costruttori Pattison, Oomens, Guppy, Lindenamm, Calzoni, Veraci, De Blasio, Pignone, Biallo, Camplone, ecc.) che brevettarono e produssero le macchine, sentirono la necessità di pubblicizzare i loro prodotti messi sul mercato. Pertanto, su giornali, almanacchi, annuari, riviste, cataloghi e altro, inizia a comparire la pubblicità dell’azienda per fare conoscere le macchine olearie.

Antonio Monte, architetto, ph.d., ricercatore del Cnr-Ibam, Istituto per i Beni archeologici e monumentali, è docente al Master MPI in Conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale all’Università di Padova. Vice presidente dell’Associazione italiana per il Patrimonio archeologico industriale (Aipai), è condirettore della rivista Patrimonio industriale. Fa parte del Comitato scientifico di OOF International Magazine ed è inoltre autore di pubblicazioni su temi di patrimonializzazione, recupero, conservazione e valorizzazione del patrimonio industriale. Ha realizzato diversi progetti di restauro, conservazione e rifunzionalizzazione di beni del patrimonio industriale.